1. marzo – 14 giugno 2020 

Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano sede Palazzo Reali A cura di Julie Jones , Stéphanie Rivoire e Chloé Goualc’h
Mostra concepita e realizzata dal Centre Pompidou In collaborazione con il Museo d’arte della Svizzera italiana 
Conferenza stampa: venerdì 28 febbraio 2020, ore 10:00 Inaugurazione: sabato 29 febbraio 2020

Il Museo d’arte della Svizzera italiana presenta negli spazi rinnovati di Palazzo Reali il lavoro dei fotografi Harry Shunk e János Kender che, attraverso le loro fotografie, restituiscono un’inestimabile testimonianza del mondo dell’arte d’avanguardia e dei suoi più celebri rappresentanti: Andy Wahrol, Christo e Jeanne-Claude, Yves Klein, Daniel Spoerri, Niki de Saint Phalle e Jean Tinguely, immortalati a Parigi e New York tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ’70.

La mostra concepita dal Centre Pompidou di Parigi, in collaborazione con il MASI, è la prima retrospettiva per i fotografi Harry Shunk e János Kender e ne documenta il lavoro quale testimonianza dello spirito di una generazione di artisti interessati alla sperimentazione e alla liberazione sessuale e artistica, costantemente alla ricerca di spazi nuovi e alternativi in cui creare e diffondere la loro arte. Shunk e Kender sono testimoni, ma anche artisti e autori essi stessi, di quel cruciale ventennio del ventesimo secolo: la natura delle loro immagini è doppia poiché costituiscono tanto una documentazione cruciale quanto un’opera fotografica a sé stante. Si stabilisce in questo modo un capovolgimento fondamentale: la fotografia, definita da Charles Baudelaire nel 1859 come “umile serva delle arti”, diventa qui la loro più vitale compagna.

Le fotografie esposte, raggruppate nelle sezioni “Intimità”, “Il corpo in azione” e “Nuovi spazi”, immergono il pubblico nella scena artistica parigina con una serie di scatti di inaugurazioni, mostre e performance: il famoso fotomontaggio Le Saut dans le vide di Yves Klein (1960); gli scatti realizzati durante le sue numerose sessioni delle Anthropométries e quelle di tiro di Niki de Saint Phalle per la mostra Feu à Volonté (1961) o le cene di Daniel Spoerri, come quella organizzata in occasione della mostra 723 utensiles de cuisine (1963). La vicinanza al gruppo dei Nouveaux Réalistes porta Shunk e Kender a immortalarne anche le performances organizzate a Milano nel 1970, in occasione del decimo anniversario della nascita del movimento parigino.

Il duo si sposta poi a New York alla fine degli anni Sessanta, per documentare gli Happenings di Yayoi Kusama, le coreografie di Trisha Brown in zone industriali di Soho riconvertite in studi e le sperimentazioni artistiche di Pier 18, un progetto ideato e organizzato dal curatore indipendente Willoughby Sharp, per il quale Shunk e Kender fotografano l’operato di 27 artisti. Gli scatti vengono esposti al MoMA l’estate successiva nell’unica mostra che celebra il lavoro dei due con entrambi ancora in vita.

Shunk e Kender sono tra i primi ad avventurarsi fuori dallo studio fotografico, accompagnando gli artisti nella ricerca piú avanguardista. Quella che si crea tra gli artisti e i fotografi è una profonda empatia, che rende i due l’unico riferimento dei circoli dell’avanguardia tra gli anni ‘50 e ‘70.

Da questo singolare legame di fiducia nascono la maggior parte delle fotografie private che ritraggono gli artisti nella loro intimità:Robert Rauschenberg a casa circondato dai suoi animali domestici e Andy Wahrol ritratto nei momenti di riposo durante la sua prima visita a Parigi nel 1965 in occasione della mostra dedicata all’artista americano presso la Galleria Sonnabend.

Warhol ritorna protagonista in una delle ultime collaborazioni tra i due fotograti, realizzata nel 1971, in occasione della pubblicazione di The Autobiography & Sex Life of Andy Warhol, un libro illustrato da istantanee di Shunk e Kender che raccoglie interviste a persone vicine all’artista: un inestimabile ritratto della figura chiave della scena underground degli anni ‘60.

I due fotografi nel 1973 mettono fine al loro rapporto e arrivano all’accordo per cui tutte le fotografie del periodo 1958-1973 sarebbero state firmate con la sigla Shunk-Kender, indipendentemente dall’autore dello scatto. Shunk continuerà da solo a documentare la scena artistica del suo tempo fino a un progressivo isolamento che caratterizzerà gli ultimi anni della sua vita.

Il percorso espositivo, curato da Julie Jones, Stéphanie Rivoire e Chloé Goualc’h, si compone di 450 scatti e documenti originali tra i più di 10\\\'000 donati dalla Roy Lichtenstein Foundation nel 2014 e conservati presso la Bibliothèque Kandisky di Parigi.

Note biografiche

Harry Alexandre Schunke nasce a Reutzig nel 1924 e si trasferisce a Parigi nel 1957. Cambia il suo nome in Harry Shunk ed è assistente della ritrattista Dora Kallmus che lo introduce alla comunità olandese e ungherese. Qui incontra János Kender che diventerà suo partner nella vita e nel lavoro. Kender nasce nel 1937 a Baja in Ungheria e arriva a Parigi nel 1956.

Nel 1957 conoscono la gallerista Iris Clert, riferimento per i Nouveaux Réalistes e iniziano a seguire mostre e performance del gruppo (Klein, Arman, Spoerri, Tinguely e Niki de Saint Phalle, Villeglé e Hains per citarne alcuni).
Nel 1963 iniziano ad essere i fotografi anche di Ileana Sonnabend che a Parigi aveva aperto la sua galleria. Qui conoscono Oldenburg e Warhol.

Nel 1967 partono per Montreal con Tinguely e Niki de Saint Phalle per l’esposizione Universale nel 1968 e arrivano a New York dove frequentano la scena artistica newyorchese più sperimentale. Risale al 1970 la mostra Software, Information Technology: Its New Meaning for Art presso il Jewish Museum di New York, documentata dai due fotografi.

Nello stesso anno eseguono il reportage fotografico del wrapping [impacchettamento] di un tratto di costa del Pacifico in Australia ad opera di Christo e Jeanne-Claude, Wrapped Coast, One Million Square Feet, Sydney, 1969-1970.
Nell’estate del 1971 viene allestita al Museum of Modern Art la mostra Project: Pier 18, unica mostra che celebrerà il lavoro di Shunk e Kender con entrambi ancora in vita.

Sempre nel 1971 viene pubblicato il libro The Autobiography & Sex Life of Andy Warhol illustrato dal duo.
Nel 1973 Kender rompe improvvisamente con Shunk, si sposa e abbandona la fotografia.
Shunk muore nel 2006 senza testamento, solo ed emarginato. Dovranno scardinare la porta per entrare nello studio, pieno fino al soffitto di archivi di foto e documenti.

Kender muore pochi anni dopo, nel 2009, in Florida.
Nel 2008 gli archivi di Shunk vengono acquisiti dalla Roy Lichtenstein Foundation durante l’asta organizzata dalla pubblica amministrazione di New York.
Nel 2014 i circa 200’000 documenti fotografici vengono donati dalla fondazione a cinque importanti istituzioni: il Getty Research Institute di Los Angeles, il Museum of Modern Art di New York, la National Gallery of Art di Washington, la Tate Modern di Londra e il Centre Pompidou di Parigi. 

Catalogo

Il catalogo della mostra, edito da Éditions Xavier Barral in collaborazione con Éditions du Centre Pompidou Exposition, contiene testi di Jack Cowart, Fondation Roy Lichtenstein, Glenn R. Phillips, Getty Research Institute e per il Centre Pompidou Didier Schulmann, Florian Ebner, Chloé Goualc’h e Stéphanie Rivoire, Julie Jones, Marcella Lista. Il volume è disponibile in inglese e francese.

MASI Lugano

Il Museo d\\\'arte della Svizzera italiana (MASI Lugano), fondato nel 2015, in pochi anni si è affermato come uno dei musei d\\\'arte più visitati in Svizzera, ponendosi come crocevia culturale tra il sud e il nord delle Alpi, tra l\\\'Europa latina e quella germanica. Nelle sue due sedi - quella presso il centro culturale LAC e quella storica di Palazzo Reali - offre una ricca programmazione espositiva con mostre temporanee e allestimenti della Collezione sempre nuovi, arricchiti da un programma in più lingue di mediazione culturale per visitatori di tutte le età. L\\\'offerta artistica è arricchita dalla collaborazione con la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati - parte del circuito del MASI - interamente dedicata all\\\'arte contemporanea. Il MASI è uno dei musei svizzeri sostenuti dall\\\'Ufficio federale della cultura ed è anche uno degli \\\"Art Museums of Switzerland\\\", il gruppo di musei selezionati da Svizzera Turismo per promuovere l\\\'immagine culturale del Paese in tutto il mondo.

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