ULTIMI GIORNI PER VISITARE UN TEMPO SACRO
Pubblicato su 2026-08-31Notizie Dagli Iscritti
l’installazione immersiva site-specific di Micaela Cometa Xerra,
un percorso contemplativo e sensoriale sul sacro in omaggio a Santa Rosalia
Fino all'11 settembre 2026
Cappella dell’Incoronata - Palazzo Riso Via Incoronazione 13, 90134 - Palermo
Il progetto, promosso e sostenuto dalla Regione Siciliana, nasce come omaggio a Santa Rosalia, figura centrale della devozione palermitana, e prende ispirazione dai dodici anni trascorsi dalla Santa in isolamento nella grotta di Monte Pellegrino. Questo periodo di reclusione, preghiera e trasformazione spirituale diventa la matrice simbolica dell’intero lavoro, che traduce il tempo sacro in un percorso immersivo, sensoriale e contemplativo. È un progetto che si configura come atto di devozione e riflessione sul tempo interiore. Le opere astratte diventano così “reliquie contemporanee”, presenze silenziose che restituiscono la dimensione dell’attesa, della trasformazione e della santità vissuta nel quotidiano.
Dal 2024 la partecipazione attiva del Museo Riso alle celebrazioni rosaliane si concentra su Rosalia come portatrice di valori universali e sempre attuali come dimostra la immediatezza multiforme, varia e creativa con cui gli artisti del nostro tempo accolgono il tema e lo restituiscono alla collettività. In particolare, quest'anno, con il progetto di Cometa Xerra, il linguaggio del contemporaneo si applica a uno degli aspetti identitari da più di quattrocento anni delle celebrazioni di Santa Rosalia. Il festino si fonda sulla partecipazione e immedesimazione del singolo nel prodigio spettacolare che si ripete ogni anno e ciò accade anche quest'anno. nella cappella dell’Incoronata, l’opera di Cometa Xerra interpreta il rito collettivo del Festino.
La Cappella dell’Incoronata viene interpretata da Micaela Cometa Xerra come spazio di soglia, riletto come dispositivo immersivo e rituale. La scelta dello spazio non è casuale: la sua dimensione raccolta e la matericità della pietra diventano metafora fisica e sensoriale della grotta di Santa Rosalia. Oscurata e rivestita da drappi, la cappella assume la forma evocativa di una grotta contemporanea, in continuità con la ricerca dell’artista sulla materia, sul sacro e sulla trasformazione percettiva dello spazio.
L’ambiente è concepito come un luogo di immersione totale, in cui il visitatore è invitato a entrare in una dimensione intima e sacrale, compiendo un vero e proprio pellegrinaggio interiore. Le opere si presentano come reliquie contemporanee, accompagnate da candele secondo un gesto votivo e devozionale che attraversa l’intero allestimento.
Il percorso espositivo si sviluppa come un cammino simbolico: le opere iniziali, caratterizzate da tonalità terrose, rimandano alla dimensione originaria della grotta attraverso forme circolari, linee geometriche e strutture cubiche che evocano gli elementi essenziali dello spazio vissuto dalla Santa. Proseguendo, si attiva una progressiva trasformazione cromatica in cui i colori della terra lasciano spazio a tonalità di rosa e nero, simboli legati alla città di Palermo e al periodo della peste, segnando il passaggio verso la dimensione salvifica di Santa Rosalia.
Il percorso culmina nell’altare sconsacrato, dove è collocata un’immagine iconica di Santa Rosalia, opera che l’artista dona al museo: punto di approdo di un’esperienza che intreccia contemplazione e trasformazione. L’ingresso stesso alla mostra è concepito come una soglia teatrale che separa il mondo esterno dallo spazio sacro dell’opera, introducendo il visitatore in un ambiente sospeso in cui materia, luce e suono costruiscono una narrazione sensoriale sul tempo, sull’isolamento e sulla rigenerazione spirituale.
